Con un organico di tredici persone (un comandante, un ispettore e undici agenti), la polizia unicipale di Fiorano nel 2011 ha svolto un’intensa attività su tutto il territorio. Ha rilevato 174 incidenti stradali, di cui 78 con feriti (nessun deceduto); ha effettuato 5623 interventi su strada: 1671 sono stati i veicoli controllati; 3934 le multe, 5 le patenti ritirate, 9 i sequestri e 4 i fermi amministrativi di veicoli. Ma la municipale ha anche svolto attività di educazione stradale con 49 classi scolastiche, per un totale di 1175 studenti. E ha anche compiuto interventi di polizia giudiziaria, con 14 reati rilevati e denunciati e un arresto. Infine ha effettuato controlli nei cantieri, sul commercio e di tipo ambientale riscontrando rispettivamente 36, 32 e 45 violazioni, opportunamente segnalate. I vigili nel 2011 hanno avuto la nuova sede, in via Ferrari Carazzoli, adeguata negli spazi e attrezzata con strumentazioni all’avanguardia, a partire dalle telecamere installate in alcuni punti sensibili della città, per arrivare al Telelaser Tru Cam per la rilevazione dei comportamenti di guida pericolosa e al pre-test ed etilometro per la guida in stato di ebbrezza. Inoltre lamunicipale, che ha in dotazione complessivamente quattro automezzi, di recente ha ricevuto un furgone Fiat Scudo con allestimento speciale, con interno attrezzato a uso ufficio, con due punti di ammanettamento in sicurezza. Una centrale operativa su ruote, prototipo esposto anche al convegno nazionale di polizia locale. «Sono tutte dotazioni che mettono la nostra municipale nelle migliori condizioni – spiega l’assessore alla sicurezza Alessandro Borghetti – in modo da svolgere la necessaria attività di prevenzione sul territorio. I recenti fatti di cronaca, che hanno interessato tutta la zona e anche Fiorano, non ci colgono impreparati ma piuttosto determinati ad affrontare la situazione con il massimo impegno. Abbiamo intensificato anche l’attività di intelligence dei nostri agenti e il coordinamento con le altre forze de ll ’ordine. Fiorano è ancora una buona realtà, ma non abbassiamo la guardia nella prevenzione di attività criminose e comportamenti illeciti». Da un anno e mezzo è attivo l’agente di polizia di prossimità, con due figure che operano nei quartieri di Spezzano e Fiorano e periodicamente nelle altre zone, raccogliendo segnalazioni dei cittadini, al ritmo di 60 a semestre.
(L’Informazione del 26 gennaio 2012)
Per Eugenia Rossi dell’Idv, c’è ancora spazio per tagliare le spese: «E’ ingiusto coprire gli ammanchi solo con le tasse, tanto pagano sempre i soliti noti. Le partecipate sono inutili e costose, il Comune deve uscire. Risparmieremmo anche sui costi del cda. C’è la possibilità di ridurre ulteriormente anche incarichi e consulenze, soprattutto quando certe cose possono essere fatte dal personale»
(Il Resto del Carlino del 24 Gennaio 2012)
Parla Alessandro Borghetti, coordinatore provinciale dell’Italia Dei Valori “proprio ieri ho incontrato il colonnello Pallini delle GDF di Modena che ho ringraziato personalmente per il successo e il lavoro svolto a beneficio di alcuni imprenditori schiacciati dai debiti di gioco. Come spesso accade si sono approfittati di loro due usurai legati alla camorra. Ribadiamo pertanto la necessità di ampliare i controlli a livello comunale per favorire le indagini e le operazioni di questo genere, ma anche la possibilità di dare maggiore visibilità a quelle associazioni che si preoccupano di aiutare chi è dipendente dal gioco d’azzardo, così da prevenire situazioni di questo genere. Abbiamo lanciato proprio all’inizio di quest’anno la nostra campagna contro il gioco d’azzardo perché riteniamo che sia importante, oggi più che mai, tutelare le famiglie da questo tipo di rischi a cui le fasce più deboli sono, statisticamente, più esposte.”
“Mentre i cittadini subiscono l’ennesimo salasso dovuto ai vari aumenti di tasse volute dal governo Monti e dall’anomala maggioranza che ha approvato la manovra finanziaria: PDL, PD ed UDC. Quegli stessi partiti ieri hanno approvato in Commissione Bilancio della Camera la sanatoria per le affissioni abusive fatte dai candidati durante le ultime campagne elettorali, passata insieme al “Milleproroghe”. L’Italia dei Valori, sola in questa campagna, ha nuovamente votato contro questa immunità a cui la casta fa così fatica a rinunciare.” Esordisce così Alessandro Borghetti, coordinatore dell’Italia dei Valori per la Provincia di Modena. “Se un cittadino affigge un manifesto abusivamente viene sanzionato e deve pagare, mentre un candidato politico può affiggere abusivamente sperando nel condono che puntualmente arriva. Da questa maggioranza arriva ancora il messaggio che le regole ci sono ma non sono uguali per tutti. Inoltre le forze di Polizia Municipale che avevano riscontrato le violazioni avevano anche provveduto a sanzionare i candidati interessati. La conseguenza del provvedimento di sanatoria impedirà di incassare le multe ma al danno si aggiunge la beffa, cioè che l’impegno e i costi già sostenuti per accertare le sanzioni e trasmettere le notifiche per le riscossioni rimangono a carico dell’amministrazione pubblica”. Continua l’esponente IDV “la morale di questa vergognosa vicenda è che i politici possono non rispettare le regole ed i costi li pagano come sempre i cittadini. Sono state spese tante parole dal presidente Monti sul restituire ai cittadini fiducia nelle istituzioni e nella politica attraverso una linea di condotta più seria e rispettosa dei cittadini. Visti i propositi, come Italia dei Valori, ci saremmo aspettati una condotta differente.”
Ieri, 10 Gennaio 2012, si è svolto davanti alla prefettura il presidio del comitato promotore del referendum sulla legge elettorale. Dopo aver depositato oltre un milione di firme raccolte in meno di un mese riterremmo significativamente grave una eventuale sentenza di inammissibilità.
L’attuale momento di grave crisi della politica, della credibilità degli eletti e delle stesse Istituzioni democratiche richiede l’intervento riformatore sulla legge elettorale in vigore.
L’Italia Dei valori era presente insieme alle altre forze politiche che hanno contribuito alla formazione del comitato (che a Modena, ricordiamo, ha raccolto 21.032 firme in poco meno di un mese).
Oggi, 10 gennaio, di fronte all’ingresso della Prefettura di Modena, Viale Martiri Libertà, dalle ore 17,30 alle ore 19, si terrà un presidio di cittadini firmatari delle due proposte di referendum per l’abrogazione della attuale legge elettorale da tutti riconosciuta come Porcellum, l’occasione è data dall’imminente sentenza della Corte cosituzionale che ne sta valutando l’ammissibilità.
Riteniamo politicamente grave una eventuale sentenza di inammissibilità: l’attuale momento di grave crisi della politica, della credibilità degli eletti e delle stesse Istituzioni democratiche richiede l’intervento riformatore sulla legge elettorale che oltre un milione di firme hanno potentemente richiesto.
Invitiamo le cittadine ed i cittadini firmatari, le organizzazioni democratiche, a partecipare al presidio democratico e pacifico.
I cittadini promotori: Vittorio Molinari, Ennio Cottafavi, Alessandro Borghetti.
È mancato improvvisamente sabato 7 gennaio nel pomeriggio il Dott. Gian Piero Ferrara uno dei fondatori di Italia Dei Valori a Modena. Fu per il nostro partito primo segretario cittadino di Modena e tesoriere provinciale. Il partito tutto si stringe intorno ai famigliari e ai parenti nel cordoglio.
I funerali avranno luogo martedì 10 gennaio 2012 alle ore 10:00 partendo dalla Casa Funeraria Terracielo (Sala delle Stelle) di via Emilia Est 1320 a Modena, con destinazione Chiesa di San Pietro.

“In Emilia-Romagna vengono giocati ogni anno oltre 6 miliardi di euro; un dato preoccupante che cresce con l’aggravarsi della crisi economica. Noi dell’Italia dei Valori non potevamo stare a guardare ed abbiamo già presentato in vari comuni della provincia, come Fiorano, Sassuolo e Carpi, un ordine del giorno per potenziare il controllo e la collaborazione fra cittadinanza e le forze dell’ordine.” – Così il coordinatore dell’Italia dei Valori Alessandro Borghetti, che annuncia – “Presto lo depositeremo anche negli altri comuni a partire da Mirandola, Castelfranco e Bastiglia. Faremo ancora di più: chiederemo anche alle forze di governo dei comuni, dove non siamo presenti in consiglio, di presentarlo nell’interesse dei cittadini. Non vogliamo colpire i consumatori o chi esercita un’attività regolare ma fornire ai cittadini maggiori informazioni in merito alla dipendenza da gioco d’azzardo che è una vera e propria patologia con sintomi riconosciuti anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonché una piaga per le famiglie che vi incappano. Noi chiediamo ai comuni di dare una formazione specialistica agli operatori di polizia locale e di sollecitarli a cooperare allo sviluppo e all’attuazione di politiche per la sicurezza, in maniera sinergica con gli altri operatori pubblici. Forze dell’ordine” – conclude Borghetti – “con cui vogliamo complimentarci per i successi ottenuti nel corso dell’anno trascorso, come quello riportato dai giornali nello scorso dicembre, conclusosi con un sequestro da 40 milioni di euro nell’operazione denominata “Repetita iuvant”, sequestrando 15 società attive nel settore, tra queste la Gari s.r.l. con sede proprio a Modena. Questo è solo uno dei tanti esempi di interesse delle cosche nel settore.”
“Non è solo un dubbio, ma ormai una triste e accertata realtà; nella nostra regione e in particolare proprio a Modena non si può più parlare di “infiltrazione mafiosa” ma di radicamento. È ora di dare un segnale forte di cambiamento e non solo a parole.”
Con queste parole il coordinatore provinciale dell’IdV di Modena, Alessandro Borghetti, ha aperto il 2012 riproponendo i temi della legalità e della giustizia, da sempre portati avanti dalla politica dell’Italia dei Valori.
“L’Emilia-Romagna non ha un’articolazione investigativa antimafia. E questo nonostante nel marzo 2011, in sede di Consiglio Regionale sia stata votata all’unanimità la richiesta di costituzione di una Agenzia operativa della DIA anche in Emilia-Romagna. È stato il Ministro del precedente governo” – prosegue Borghetti – “a dire di essere concorde, ma che esistevano delle difficoltà relative alla nota necessità di contenere la spesa degli organici statali. Ora, la speranza è riposta nel nuovo Ministro Rosanna Cancellieri che possa avere più lungimiranza, poiché la mafia ha un costo sociale ed economico di gran lunga superiore a quelli sostenuti per combatterla.”
Nuovi cassonetti per la raccolta differenziata dei rifiuti nelle piazze del centro storico. A chiederle all’amministrazione comunale è stato il capogruppo dell’Italia dei Valori Andrea Bizzarri che ha presentato una mozione sul tema. «Un modo questo – ha spiegato Bizzarri – per limitare ulteriormente il conferimento di rifiuti indifferenziati e per dare un chiaro messaggio educativo e promozionale nei confronti dei fruitori della piazza, siano essi cittadini carpigiani o meno ». L’assessore comunale all’A mbiente Simone Tosi ha risposto al firmatario della mozione sottolineando positivamente il fatto che Bizzarri abbia indicato il ruolo che la nostra città sta svolgendo dal punto di vista delle infrastrutture ambientali, e ha ricordato che anche Soliera e Novi di Modena si sono da poco organizzate per avviare la raccolta domiciliare dei rifiuti: Tosi infine ha spiegato come entro la fine della legislatura l’ammin istrazione comunale di Carpi «intenda allargare questa iniziativa anche al centro città e al forese. Una volta realizzata la riqualificazione del rialzato della piazza in collaborazione con Aimag si sta concretamente studiando un progetto per dare corpo alla proposta di Bizzarri ». La mozione è stata votata da tutti i gruppi presenti in aula e dunque è stata approvata all’unanimità.
(L’Informazione del 31/12/2011)
Care amiche, cari amici,
in questo giorno molti di noi si preoccupano maggiormente degli altri, cercano di sforzarsi di essere più gentili, più buoni. Oggi è il giorno in cui molti faranno regali ad altri, di tutte le forme e dimensioni. Chi li riceverà si sforzerà di non offendere ma, anzi, di gratificare chi gli ha fatto il regalo. Qualcuno farà donazioni ai poveri, visiterà i parenti e gli amici con atteggiamento aperto, compassionevole ed un sorriso sulle labbra.
Se imparassimo da questo giorno la solidarietà, l’importanza di preoccuparci per gli altri e riflettere sul significato delle nostre azioni anche tutti gli altri giorni dell’anno, potremo davvero cambiare noi stessi e migliorare il nostro Paese.
Alessandro Borghetti
FEDERAZIONI PROVINCIALI DI MODENA
PD, SEL, IDV, PSI, PDCI e VERDI
NO AL “MODELLO POMIGLIANO” PER MASERATI, CNH, FERRARI!
SI ALLO SVILUPPO DI QUALITA’, ALLA BUONA OCCUPAZIONE, AI DIRITTI!
Dal 1 gennaio 2012 le imprese modenesi del Gruppo Fiat (2 stabilimenti Ferrari, 2 stabilimenti Cnh, Maserati e Irisbus) usciranno da Confindustria a seguito della disdetta unilaterale del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di tutta la contrattazione aziendale, frutto di 40 anni di intense e costruttive relazioni sindacali.
Il regime contrattuale che sostituirà il precedente consisterà, verosimilmente, nella pura e semplice estensione del pessimo accordo di Pomigliano a tutti gli stabilimenti del Gruppo, che nella nostra realtà territoriale occupano un totale di 5200 lavoratori e lavoratrici.
Per noi forze di centro-sinistra si tratta di scelte e prospettive inaccettabili per ragioni di metodo ma soprattutto perché si andranno a peggiorare le condizioni di lavoro di migliaia di persone; è inaccettabile che, per volontà esclusiva dell’azienda, non si ammetta nessun tipo di replica o di contrattazione da parte delle organizzazioni sindacali presenti nei diversi stabilimenti, e che i lavoratori e le lavoratrici non possano né potranno pronunciarsi su questi cambiamenti strutturali.
La probabile estensione dell’accordo di Pomigliano agli stabilimenti modenesi, comporterà un peggioramento certo delle condizioni di lavoro e dei diritti dei lavoratori/trici: il taglio delle pause nell’attività lavorativa, il taglio della copertura nei primi 3 giorni di malattia, straordinari obbligatori per un numero di sabati 3 volte superiore a quelli previsti dal CCNL; e comporterà, inoltre, una netta mutilazione dei diritti sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici aderenti a organizzazioni sindacali non firmatarie dell’accordo stesso (si pensi alla Fiom-Cgil), che non potranno riunirsi in assemblea, né avere delegati sindacali e riscuotere i contributi sindacali per delega automatica: si tratterà di un vero e proprio regresso della democrazia nei luoghi di lavoro.
Tutto ciò condurrà ad una frattura di trattamenti e diritti tra i dipendenti Fiat e gli altri lavoratori del territorio e quindi a rompere alla radice l’unità tra i lavoratori metalmeccanici e più complessivamente nel mondo del lavoro.
Lo strappo di Fiat è per noi incompatibile col contesto politico e sociale di questa regione e di questa provincia, che hanno operato per unire le parti sociali e le istituzioni in uno sforzo comune di coesione sociale: ieri con il Patto per attraversare la crisi, oggi con il nuovo Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Al tempo stesso le scelte di Fiat si collocano palesemente in contrasto con l’accordo sottoscritto tra le parti sociali il 28 giugno scorso, contrapponendo a questo un sistema di relazioni fondato sul conflitto sociale, l’incertezza dei diritti e delle regole. Nel difficile mercato globale è certamente perdente per un Paese come l’Italia e una regione come l’Emilia-Romagna perseguire la strada della competizione sul basso costo del lavoro e sulla compressione dei diritti dei lavoratori. Solo produzioni ad alto valore aggiunto, con investimenti in ricerca, innovazione, formazione del capitale umano e valorizzazione del lavoro, possono rappresentare gli elementi veri di competizione come hanno dimostrato fino ad ora scelte quali la Ferrari e la Maserati e come stanno dimostrando i grandi marchi automobilistici europei.
Nel rigettare le scelte e le prospettive della Fiat, le scriventi forze politiche ribadiscono viceversa la piena validità del sistema contrattuale fondato sul CCNL che l’azienda oggi rifiuta, e che, insieme alla contrattazione aziendale e a quella territoriale confederale, ha contribuito in modo determinante allo sviluppo ed alla coesione sociale nei nostri territori. Questo sistema contrattuale – che connota precisamente la caratteristica confederale e non corporativa del sindacato in Italia – è stato ed è alla base dell’unità del mondo del lavoro, presidio importante della democrazia nel Paese e fondamento dello sviluppo economico e sociale per l’insieme della società.
Per queste ragioni, tanto più nella grave crisi che attraversa il Paese, esso non può essere sostituito con modelli contrattuali di carattere aziendalistico e, in quanto tali, totalmente subalterni alle logiche unilaterali delle aziende.
In questo quadro, crescono le preoccupazioni in ordine alla presenza della Maserati nel nostro territorio. La Maserati è oggetto di un piano di ristrutturazione che vede a Grugliasco (TO) il proprio baricentro. In quella sede sono previsti i nuovi modelli di autovettura, mentre nello stabilimento modenese che produce la gamma alta di autovetture non sono previsti, per adesso, nuovi modelli in grado di delineare una prospettiva produttiva ed occupazionale. Le Rsu ed i lavoratori da anni sono impegnati, purtroppo senza alcun risultato, a conquistare un livello adeguato di confronto tale da poter discutere del futuro dell’azienda e dei dipendenti.
Occorre moltiplicare gli sforzi, cosi come stanno facendo anche le istituzioni, per avere garanzie di continuità produttiva qualificata per l’azienda e per i lavoratori/trici nella loro sede storica di Modena senza se e senza ma, ed a questo scopo le scriventi forze politiche si adopereranno per costruire le condizioni migliori che garantiscano uno sviluppo di qualità, così come, fin d’ora, affermiamo che l’area eventualmente dismessa da Maserati dovrà restare area adibita a produzione industriale.
A sostegno delle suddette posizioni, le forze politiche rivolgono un appello all’unità dei lavoratori ed alle organizzazioni sindacali, consapevoli dell’importanza della posta in gioco per un futuro ineludibile di protagonismo e di valorizzazione del lavoro, così come chiamano tutte le istituzioni e le forze economiche e sociali a discutere e a sostenere una prospettiva di sviluppo e coesione sociale per il nostro territorio; per l’insieme di queste ragioni, indicono una iniziativa pubblica di confronto che si terrà
Mercoledì 14 Dicembre 2011, ore 20.30,
presso la sala Giacomo Ulivi via Ciro Menotti 137 – Modena
FEDERAZIONI PROVINCIALI DI MODENA
PD, SEL, IDV, PSI, PDCI e VERDI
La coordinatrice provinciale di Idv Giuditta Caterina Paganelli invita oggi a scendere in piazza con le donne: «Quasi un anno fa abbiamo riempito le piazze d’Italia per dimostrare lo sdegno nei confronti dell’allora governo – ricorda l’esponente del partito di Antonio Di Pietro – erano i giorni
in cui era scoppiato il rubygate, si era scoperto delle feste nei palazzi del potere, e la dignità e il rispetto del genere femminile erano calpestati ogni giorno. Da quel moto di ribellione al clima insostenibile, è nato un movimento popolare
tutto al femminile che ha acceso (e per alcune riacceso) un sentimento di lotta e desiderio di parità sociale. Così le organizzatrici del ‘Se non ora quando?’ ci richiamano in piazza oggi per il secondo atto. Io ci sarò, ma voglio fare appello a quanti potrebbero partecipare, un paio di motivi per cui è importante esserci: questo è un momento di cambiamento globale e di ridefinizione del mondo moderno, e il nuovo copione non può essere scritto senza il fondamentale contributo delle donne». Continua Caterina Paganelli:
«Nel nostro paese è passata l’emergenza del berlusconismo, ma non abbiamo finito: quote rosa, lavoro nero e precariato, violenza, asili nido abbiamo ancora molto da fare. Partendo subito dalla manovra Monti, la quale penalizza fortemente le donne poiché a fronte del l’innalzamento dell’età pensionabile non prevede sostegni al passaggio erogando servizi per anziani e bambini perché
non dobbiamo dimenticare che i diritti sono frutto di lotte e di impegni di molte generazioni. E si possono anche perdere».
(L’Informazione dell’11 dicembre 2011)
REFERENTE CITTADINO IDV
del Comune di CASTELNUOVO RANGONE
Dott. Valler GOVONI
cell. 348 6102902
mail. govoni@idvmodena.it
Valler si è laureato in chimica nel 1972, dirigente d’industria nel settore ceramico presso varie aziende del comprensorio di Sassuolo, da anni specializzato nell’ambito della sicurezza nel mondo del lavoro e docente presso enti di formazione in particolare per l’apprendistato e welfare. Da anni milita in Italia dei Valori in particolar modo con il Distretto di Castelfranco Emilia.

La Cassazione da’ l’ok ai quesiti referendari sulla legge elettorale. Le 500 mila firme a sostegno della richiesta ci sono tutte, e con un ampio margine. Le verifiche, infatti, si sono fermate quando il primo quesito ha raggiunto la soglia delle 534.334 firme valide e il secondo 531.081. Ci siamo quasi, ora serve solo il via libera della Corte Costituzionale che speriamo arriverà a gennaio 2012 così da procedere con il voto tra il 15 aprile ed il 15 giugno.
Quest’estate oltre 50 militanti dell’Italia dei Valori nella Provincia di Modena hanno interrotto le loro meritate ferie per realizzare gratuitamente con passione e determinazione gli oltre 80 banchetti di raccolta in 15 comuni. Grazie anche a tutti i cittadini, le forze politiche ed il comitato referendario che hanno contribuito insieme a noi per evitare che siano le segreterie dei partiti a decidere chi siede in parlamento visto che sono già stati 157 i parlamentari che hanno cambiato casacca dall’inizio di questa legislatura.
Alessandro Borghetti
Coord. Provinciale Idv
Italia dei Valori è lieta di annunciare la presenza di un nuovo eletto nella Provincia di Modena. Era il primo dei non eletti ed a seguito delle dimissioni di un precedente Consigliere è diventato Consigliere Comunale IDV del Comune di Ravarino:
GEOM. ANDREA ZIRONI
cell 3388691000
mail zironiandrea@gmail.com
Sono sicuro che potrai gioire con noi di questa splendida notizia!
“IdV Emilia Romagna aderisce alla giornata mondiale sull’ AIDS indetta per il primo dicembre.” Così l’On. Silvana Mura, segretario regionale IdV Emilia Romagna, annuncia l’adesione del proprio partito alla giornata mondiale sull’AIDS. “In Emilia Romagna” – prosegue la Mura – “sono presenti, come nelle altre regioni, detenuti sieropositivi per HIV anche se i numeri ufficiali sono sottostimati poiché solo il 35,40% dei detenuti accetta di fare il test all’ ingresso. Essere detenuti sieropositivi implica delle difficoltà immense da sopportare. I sieropositivi in carcere soffrono anzitutto di emarginazione. A questa seguono depressione, ed un’accelerazione del decorso normale della malattia che provoca sofferenza sia fisica che psicologica. La medicina sembra aver migliorato le condizioni di vita del
sieropositivo ma il crollo psicologico di chi scopre di avere questa malattia richiede un supporto adeguato ed un’adeguata alimentazione. Per questo” – conclude la Segretaria Regionale IDV – “al fine di conoscere concretamente le condizioni di chi è sieropositivo in carcere e del personale preposto alle loro cure e sorveglianza con i nostri consiglieri regionali effettueremo nei prossimi giorni una visita presso tutti gli istituti che detengono personale sieropositivo. Sarà un modo per toccare con mano le condizioni di detenzione e provare a porvi rimedio.”
(Silvana Mura, Segretaria regionale IDV Emilia Romagna)
(Modena2000 del 30/11/2011)