In riferimento all’articolo di Luigi Giuliani “Commercianti contro il Comune”, uscito sul Carlino in data 19/12/08, molto si potrebbe dire ad iniziare dal titolo strumentale e dal taglio politico che si é inteso dargli.
Le argomentazioni addotte sono raffazzonate tanto da rendere incomprensibili le posizioni di ognuno.
Se da un lato possono essere giustificabili le preoccupazioni degli esercenti, è pur vero che la riduzione degli introiti non può essere ricondotta alla pedonalizzazione di una parte limitata dell’area del centro, alla mancata realizzazione di ristorante e caffetteria all’interno del castello, o alle alte tariffe sui rifiuti portate come esempio di cattiva amministrazione.
La “stagnazione economica” cui si fa riferimento nell’articolo è legata a fenomeni nazionali e mondiali. Il calo degli acquisti e conseguentemente i mancati guadagni di commercianti ed aziende dipendono dall’impoverimento generale, non dai dati e percentuali rilasciate dall’Amministrazione comunale, purtroppo! Ci chiediamo, inoltre, quanti e quali siano realmente i commercianti del centro disposti a sostenere tali argomentazioni. Non facciamola così facile. Sulla questione ristorante e caffetteria, ad esempio, sarebbe interessante sentire l’opinione dei ristoratori e dei gestori di bar della zona! Volendo far riferimento a cose concrete e alle difficoltà oggettive incontrate dall’Amministrazione recentemente si potrebbe portare ad esempio la problematicità d’attuazione del “mercato del contadino”, cui apparentemente tutte le parti sembravano inizialmente favorevoli. Esistono, invece, il timore di dispiacere ai negozianti del centro da un lato e la scarsa disponibilità degli agricoltori stessi a dotarsi di personale addetto alla vendita dall’altro.
Proseguendo sull’argomento castello dubitiamo inoltre che, eventuali visitatori, sentano realmente l’esigenza di ristorarsi all’interno del maniero (per i motivi sopracitati è più facile che scelgano di mangiare al sacco!) Un tipo di turismo culturale preferirebbe senz’ombra di dubbio trovarvi ospitata una mostra, consapevole di riuscire facilmente a reperire un ristorante al di fuori qualora necessiti.
Relativamente alla “spinta” agli acquisti, legata nella logica dell’articolo al richiamo esercitato dal monumento rinnovato e dal suo ipotetico ristorante, dipende dalla disponibilità economica, dall’appetibilità dell’offerta e dal numero degli esercizi. Il fatto che oggi a Formigine scarseggino tutte queste cose è anche conseguenza di scelte politiche delle passate amministrazioni e dei commercianti stessi che, a suo tempo, hanno preferito affittare i propri locali ad attività di servizio (studi medici, agenzie, ecc. ) anziché ad altri negozianti o puntare su articoli esclusivamente d’elite. Tale problematica investe anche la questione degli appartamenti che si sono svuotati delle persone per far posto agli uffici (Associazioni e assicurazioni, ecc.).
Chi conosce Formigine e la sua evoluzione nel corso degli anni, sa che il problema della rivitalizzazione del centro presenta aspetti molto più complessi di quanto voglia lasciar trasparire l’articolo di Giuliani e, proprio per tale motivo, non si capisce come possa essere rappresentativo di categorie che, relativamente alla questione, hanno sicuramente dei diritti, ma anche delle responsabilità. Viene da chiedersi soprattutto se siano consapevoli delle restrizioni, conseguenza delle disposizioni del nuovo governo, che hanno investito Formigine così come altri comuni. Ci riferiamo al taglio dell’ICI sulle prime case che se da un lato fa comodo ai cittadini penalizza un’Amministrazione come quella del nostro paese per la quale rappresentava una buona fonte di gettito. Essa contribuiva a compensare altri mancati introiti logica conseguenza di precedenti scelte politiche condivise, tese ad incentivare i servizi più che il numero delle aziende. Nonostante i tagli l’Amministrazione locale, a differenza di altre realtà propagandate dai media, per rimpinguare le proprie casse, non si è ancora avvalsa di quegli “espedienti” di cui potrebbe già disporre: il pagamento dei parcheggi e l’incremento delle multe, rendiamole anche qualche merito. Sulle basi di difficoltà economiche e tentativi per contenere il debito, risulta difficile disporre nuovi stanziamenti di fondi, anche tenendo conto che, in tempi non sospetti sono stati avviati progetti, che non necessariamente giungono a compimento con lo scadere della legislatura, dei quali è però necessario tenere conto nel nuovo bilancio.
Le “categorie unite”, prima di ergersi sul piedistallo invitando l’Amministrazione a confrontarsi per ricevere suggerimenti, farebbero bene a guardare in casa loro e ad interrogarsi su quanto potrebbero fare per ridurre le loro tariffe che, come quelle sui rifiuti, non sono economiche. Nelle trattative non si può pensare solo di chiedere, ma anche di dare. In ogni caso avrebbero maggior credibilità in quanto contribuirebbero “in primis” ad alleggerire le spese degli associati.
Marco Zanoli e Renza Bigliardi – I.d.V. Formigine
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