Frequenze tv, Europa 7 ottiene solo un milione dallo Stato

Europa 7 dovrà essere risarcita per 1,041 milioni di euro: così ha deciso il Consiglio di Stato, chiudendo la vicenda dell’emittente che nel 1999 si aggiudicò una concessione nazionale ma non ha mai trasmesso per mancanza di frequenze. Europa 7 contesta la cifra «risibile» a fronte della propria richiesta danni (3,5 miliardi senza le frequenze, 2,160 miliardi con le frequenze) e annuncia ancora battaglia.
Soddisfatti, invece, il sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani, e l’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni.

«Siamo riusciti a risolvere il problema», commenta Romani. La sentenza, rileva il sottosegretario, riconosce che la recente assegnazione a Europa 7 di una frequenza (il canale 8 in banda VHF) liberatasi in base agli obblighi di ricanalizzazione europea ha «carattere fondamentale» ed «era un atto dovuto dopo la conferenza di Ginevra del 2006. Ciò significa che il precedente governo avrebbe potuto attivarsi e non lo ha fatto. Un comportamento che ha inciso anche in sede di liquidazione del danno».

Opposta la valutazione della tv di Francesco Di Stefano, che esprime «sconcerto» per un risarcimento «risibile», inferiore ai danni liquidabili «per la forzata inattività di un ristorante sito in un piccolo centro». I giudici, continua Europa 7, «riconoscono giustamente che le frequenze da assegnare ad Europa 7 avrebbero dovuto essere reperite anche disattivando le reti eccedenti, come Retequattro, e disapplicando le norme della legge Gasparri», ma «rifiutano di pronunziarsi sulla congruità della copertura effettivamente assicurata ad Europa 7» con le frequenze appena ottenute dal ministero, decisione «rinviata al Tar». L’emittente, comunque, non molla e «azionerà nelle prossime settimane tutti i necessari rimedi giudiziari ed extragiudiziari in ogni sede».

Tratto da l’“Unità” – 21/01/09

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