Un incontro in notturna a Palazzo Chigi tra i vertici Fiat e alcuni membri del governo (presenti i ministri Giulio Tremonti, Claudio Scajola e Maurizio Sacconi, oltre a Gianni Letta) ha dato il via al round di colloqui sulla crisi dell’auto. Oggi ci sarà il tavolo già preannunciato, a cui partecipano anche i sindacati. La casa torinese (che ha chiesto di essere ricevuta) fa pressing per un sostegno immediato al comparto, in linea con gli altri Paesi europei.
Secondo indiscrezioni Luca Cordero di Montezemolo e Sergio Marchionne avrebbero spinto per una riapertura della rottamazione già avviata dal governo Prodi: una misura che alla fine è costata meno dei 700 milioni previsti perché si è ripagata con il maggior gettito Iva. Ma sul fronte governativo ci sono ancora parecchie nubi. Il governo starebbe mettendo a punto un pacchetto dall’importo complessivo di circa trecento milioni di euro, una spesa per sostenere interamente le vendite e che in pratica è la proroga degli incentivi per la rottamazione scaduti a fine dicembre e ancora non rinnovati. Al momento sembra escluso qualsiasi intervento sul bollo. Nell’esecutivo però sono ancora molti i dubbi, a partire da quelli targati Lega, e che si saldano con alcune perplessità di Tremonti. «I soldi non ci sono», insistono fonti vicine al Tesoro. È probabile che sia in atto l’ennesimo braccio di ferro e che alla fine ad essere decisivo sarà l’intervento di Letta.
L’esecutivo «non ha la consapevolezza della gravità della situazione e non è capace di assumersi pienamente la responsabilità di affrontare la crisi con misure efficaci – attacca in aula la presidente del gruppo Pd Anna Finocchiaro – Le misure contenute nel provvedimento sono assolutamente insufficienti. La sottovalutazione che la maggioranza fa di quello che sta avvenendo è gravissima. E le famiglie, i lavoratori e gli imprenditori lo sanno benissimo». Anche in Senato, come era accaduto alla Camera, nella maggioranza si registrano i malumori dell’Mpa, il partito di lombardo. Il fato è che i fondi del Fas (destinati per lo più a sud), continuano ad essere utilizzati per altri scopi.
Nella corsa a reperire nuovi fondi, si scopre anche che il governo ha prima congelato, poi cancellato il piano-casa. «Annunciato con squilli di trombe, il piano è scomparso miseramente dalla scena, trasformato dalla maggioranza in una sceneggiata senza fine»,denunciano Andrea Martella e Raffaella Mariani capogruppo Pd in commissione Lavori pubblici della Camera.
(Bianca di Giovanni – Unità – 28/01/09)
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