Ma il premier non rischia più anche senza immunità

L. Ferrarella per il Corriere del 20/05/09

Volesse stupire con effetti speciali, Silvio Berlusconi potrebbe già farlo: il coimputato del neocondannato per corruzione David Mills, cioè il premier suo ipotizzato corruttore, può rinunciare anche subito e in ogni momento all’immunità garantita al presidente del Consiglio dallo «scudo Alfano», prima legge votata in due giorni nel luglio 2008 dalla sua maggioranza parlamentare per impedire che le quattro più alte cariche dello Stato possano essere processate duran te tutto il loro mandato.

Volesse invece guardarsi bene dall’azzardare il beau geste, tra qualche mese il premier potrebbe lo stesso dover mettere in conto di perdere l’immunità temporanea, nel caso in cui a fine anno la Consulta, che già stroncò nel 2004 la prima versione dello scudo per le alte cariche (legge Schifani), ritenesse incostituzionale anche la legge Alfano, e rimettes se così in moto il processo a Berlusconi so speso dal 4 ottobre scorso.

Ma in entrambi i casi, e a prescindere dalla sorte di merito della sua imputazione, Berlusconi sa bene di non dover temere alcuna concreta conseguenza giudiziaria. Perché la legge Alfano, combinata alle regole sulle in compatibilità dei magistrati, indirettamente gli propizia già la doppietta più preziosa: lo libera della giudice Gandus, tacciata di pre giudizio ideologico e invano «ricusata» di fronte a Appello e Cassazione che hanno sempre dato torto al premier, e gli assicura il riavvio quasi da zero del suo processo, destinato a ricominciare con ben poche chances di ap­prodare a sentenza prima della prescrizione. Il 4 ottobre 2008, infatti, nel sottoporre alla Consulta la costituzionalità della sospensione automatica del giudizio sul premier imposta dalla legge Alfano, i giudici Gandus- Dorigo-Caccialanza avevano separato e «congelato» il processo a Berlusconi (con prescrizione sospesa), proseguendo la fase finale del dibattimento e andando a sentenza il 17 febbraio scorso per il solo coimputato Mills.

Ma in questo modo, nel condannare l’avvocato inglese a 4 anni e mezzo, i tre giudici hanno già espresso un convincimento sulla medesima corruzione imputata a Berlusconi nello schema corrotto-corruttore, e sono per ciò diventati per legge tecnicamente «incompatibili » a poter giudicare il coimputato premier quando il suo processo dovesse ripartire..

Se e quando Berlusconi per scelta o per forza cesserà di essere «immune», il suo pro­cesso dovrà dunque essere celebrato da tre nuovi giudici..

Nel momento in cui ripartiranno, infatti, le udienze ricominceranno anche a consumare la residua frazione di tempo che manca al la prescrizione del reato collocato nel febbra io 2000 (ridotta dalla legge Cirielli da 15 a 10 anni): resterà ancora circa un anno, lasso che ben difficilmente lascerà al processo il tempo di approdare almeno alla sentenza di primo grado, e che di certo non lo farà mai arrivare in Appello e Cassazione.

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